Baciata dal sole del sud della Francia: Aix-en-Provence - Marseille - Martigues // Part. 1
- Rosaria Sanfilippo
- 7 mar 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 apr 2023
Sembra che l'inverno ci sta pian piano abbandonando per dare spazio alla primavera. Qui a Parigi questo processo avviene molto lentamente. Il sole si fa vedere ancora poco, ma se c'è un posto in Francia dove il sole c'è, quello è il sud della Francia, in Provenza.

Dopo quasi un anno di stop, finalmente ho ripreso la mia Rosaria. Eccitata di averla di nuovo a fianco, per settimane ho progettato e pianificato diversi percorsi. Alcuni che partivano direttamente da casa e altri da città raggiungibili in treno. Sarà perché ero contenta e riposata, sarà perché ero in astinenza da vitamina D, ho infine scelto per partire in treno, per il sud! Una cosa che trovo comoda e democratica, qui in Francia, è la possibilità di poter prendere il treno veramente con pochi spiccioli, tipo 20 € a tratta, con la compagnia low-cost Ouigo. E potevo non approfittarne? Progetto il viaggio e prenoto rapidamente il treno per Aix-en-Provence in direzione Marseille. Il progetto è quello di arrivare a Marseille in bici e poi raggiungere Martigues. Sono bella, sono carica e pronta per un centinaio di chilometri su due giorni di viaggio. Eddaje!
Before D-day
Il venerdì pomeriggio lascio 30 minuti prima il lavoro e mi dirigo di fretta alla stazione dell'aeroporto di Charles de Gaulle. Nei treni low-cost puoi trasportare la tua bici a patto di smontarla, proteggerla con una custodia e poi inserirla in un minuscolo spazio adibito ai bagagli "voluminosi". Ed è subito il genio.

Arrivo ai binari 20 minuti prima della partenza e comincio a smontare la ruota anteriore e il manubrio. Cose relativamente facili con le nuove biciclette moderne e luccicanti a sblocco rapido, ma non con Rosaria. Rosaria ha i dadoni esagonali, che per svitarli devi essere equipaggiato di 8 chiavi inglesi, ferraglia varia e una botta di coca per avere la forza di smontarli. Incomincio a svitare i dadoni. Con non troppa collaborazione, un dadone si svita, ma l'altro aveva deciso di bloccarsi con la ruggine. Il treno arriva e mancavano cinque minuti alla partenza ed io ero ancora con la bici tutta intera.
Ansia, stress, panico, pensavo di vedere il treno partire senza di me.
Come un uccellino con il becco aperto in
attesa di mammina, cerco aiuto dagli agenti di stazione, impegnati e febbricitanti per la partenza prossima. Uno di questi mi nota e vede il dramma nei miei occhi e mi dice " la bici deve essere smontata, il treno sta per partire! " , io gli rispondo " è quello che sto cercando di fare!". Con lo sguardo di rimprovero, l'agente proferisce questa legge: " Signora, doveva anticipare! ". Rispondo con occhioni da gattino solo in autostrada e gli riferisco il dramma del dado bloccato. L'agente della Ouigo mi strappa la chiave inglese dalle mani e con forza bruta e mascolina sblocca il dadone e se ne va, lasciandomi con la bici senza ruota e i borsoni da salire in treno. Ripropongo di nuovo il mio sguardo da gattino congiuntivitico, stavolta, e capto un' altra agente e gli chiedo di potermi aiutare a salire la mia roba. Entriamo in treno e mi lascia anche lei con un altra direttiva: " Metta la custodia alla bici e la inserisca qua. Ha quindici minuti, arriveremo a Marne la Vallée e li salirà tutta la Francia! ". Il treno parte, fortunatamente con me sopra, e passo questi fantomatici quindici minuti a chiamare i miei piu fedeli compagni di viaggio, i Santi.

Non avendo avuto il tempo di togliere la ruota posteriore, la bici non rientrava nelle misure, già mignon, degli appositi e famigerati spazi per bagagli "voluminosi". Questa volta i Santi mi aiutano e, non so come, la bici entra in questo spazio, prima che la Francia intera salisse a bordo. Mi siedo e mi addormento per direttissima. In tre ore il treno arriva alla stazione di Aix-en-Provence. Una passeggera che era seduta accanto a me, con cui avevo simpatizzato lungo il tragitto, si offre di aiutarmi per scendere il mio bordello. Erano le 20.30 e mi son creduta in perfetto orario, in quanto il mio host mi aspettava per le 21. Rimonto la bici e mi dirigo verso l'uscita.
Mi aspettavo di trovare una città fuori dalla stazione, e invece solo autostrade o grosse strade a scorrimento veloce. "Bho, magari la città è dall'altra parte" mi dico. Riesco da un'uscita opposta e ritrovo lo stesso scenario desolante di stradoni immensi. Guardo una prima volta su Google Maps l'indirizzo dell'host. "Un'ora" Maps mi risponde. Riguardo meglio, " forse ho messo un indirizzo sbagliato ". Ancora un'ora. Zoommo e dezoommo come una folle in piena crisi. " Dove cazzo sono?!! ". Vedo una coppietta, mi avvicino per chiedere ingenuamente dove fosse il centro città e mi rispondono placidamente " Noi non siamo di qui, ma crediamo che la stazione sia lontana dalla città. ".
" Coosa?!!! "
Rientro in stazione, sono le nove meno un quarto e corro alla ricerca di agenti. Li ritrovo in branco a sganasciarsi dalle risate allegramente in barba alle complicazioni dei clienti, cioè io. Mi avvicino e interrompo il loro momento di ilarità con uno sguardo tra il preoccupato e l'isterico: " Per il centro città ? ". Fortunatamente erano simpatici per davvero e mi hanno riempito di tutte le informazioni di cui avevo bisogno per raggiungere la città, che stava alla bellezza di 20 km da li. Esiste un bus che collega questa stazione alla vera stazione. Eh si, perché ho scoperto, a mie spese ovviamente, che Aix-en-Provence ha due stazioni: una è Aix-en-Provence e l'altra è Aix-en-Provence TGV. TGV. Solo TGV. Scusatemi se non ho colto questo piccolissimo dettaglio, cosi al primo colpo! Ma vaffanculo! Insomma, arrivo alla stazione bus per recuperare 'sta navetta ( che poi era un bus extraurbano ) e li l'autista storce il naso appena mi vede arrivare con la bici.
" Non fare musioni " penso io. Lui mi legge nel pensiero e mi chiede di smontarla. Hop! Sguardo da gattino mode: " L'ho appena rimontata!!! " gli piango addosso. Mi lascia immediatamente mettere la bici cosi come era nel vano dei bagagli.
Miao. Arrivo finalmente ad Aix-en-Provence...e mi piace subito.

Cittadina universitaria, piena di ragazzi da tutte le parti, in strada io ero la più vecchia. Mi acchiappa subito con i suoi vicoletti e le piccole fontanelle ad ogni piazzetta. Vivacissima la sera, si ha la scelta di poter provare la cucina del posto, con mille ristoranti locali slow food e chi più ne ha più ne metta.
Ma alla fine ho optato per un ignorantissimo hamburger.
No regrets








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